Sto leggendo Il cimitero di Praga di Umberto Eco. Molto raffinato, molto intenso nella sua manifestazione dell'odio (tanto che a volte diventa davvero inquietante), il romanzo si sofferma spesso a raccontare, ad evocare, cibi e bevande che rappresentano di volta in volta i vizi e le virtù del popolo italiano di fine Ottocento. Il narratore abita a Torino, e così descrive uno dei suoi appuntamenti preferiti: "[...] mi recavo al Caffè al Bicerin, vicino alla Consolata, a prendere quel bicchiere con protezione e manico di metallo, odoroso di latte, cacao, caffè e altri aromi. Non sapevo ancora che del bicerin avrebbe scritto persino Alexandre Dumas, uno dei miei eroi [...], ma nel corso di non più di due o tre scorribande in quel luogo magico avevo appreso tutto su quel nettare, che derivava dalla bavareisa anche se, mentre nella bavareisa latte caffè e cioccolata sono mescolati, nel bicerin restano separati in tre strati (tenuti caldi) [...].
Friday, 18 February 2011
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