Tanti giorni sono passati dall'ultimo aggiornamento di Ipsa Legit. Tanti giorni trascorsi (purtroppo) ad occuparmi di faccende lavorative e non di quelle più importanti - i libri e la scrittura. Ma negli ultimi due giorni mi sono impegnata a concludere la mia lettura in corso, Virginia Woolf e il giardino bianco di Stephanie Barron. Ho iniziato questo libro consapevole del talento dell'autrice, di cui amo molto la serie dei Jane Austen's Mysteries, con lo spirito adeguatamente immalinconito dalla ricorrenza del suicidio di Virginia Woolf (il 28 marzo) e con la giusta ispirazione data da alcuni post recenti, dedicati proprio ai giardini (Un libro, un giardino). E' stata quindi una bella lettura, fra le cui pagine ho apprezzato soprattutto la rappresentazione del giardino di Sissinghurst (ultima dimora dell'intima amica di Woolf, Vita Sackwille-West, nel Sussex) e la cura e l'intensità dei brani che il romanzo attribuisce alla stessa autrice di Mrs Dalloway. I passi del manoscritto perduto di Virginia inventati da Stephanie Barron si caratterizzano per un delicatissimo e tragico lirismo; e sono vive e quasi reali le immagini della scrittrice, con quel volto indurito dall'anoressia e la pelliccia gettata sulle spalle ossute sotto il cielo notturno seminatore di bombe. Il plot che si svolge sulla filigrana del dramma personale di Woolf è un mystery letterario ben scritto, con personaggi ben definiti e sprazzi di geografia britannica molto suggestivi.
Terminato Il giardino bianco ho intenzione di continuare con le opere di Barron, della quale sono riuscita a comprare in offerta su Amazon.it altri due ebook. Entrambi appartengono alla serie delle "Indagini di Jane Austen" in cui l'autrice in persona svolge il ruolo della detective. Un buon modo di farsi trasportare nel passato nel modo più avvincente!

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